tra le montagne della Corsica
uanauick.it
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... in una città ricca di piacevoli
asperità (sanpietrini, voragini,
lavori in corso & affini) alcuni
ciclisti sfidano i dolori lombari &
l'insieme di lamiere a motore che
s'aggirano ovunque, per
celebrare l'orgoglio ciclistico
una volta a settimana ...
Corsica
Sardegna
corsica

tra le montagne della corsica


Premesso che come diceva Andrea il crucco “…in Corsica son schiaffoni…”, è comunque un viaggio che ripaga ampiamente della fatica delle salite con paesaggi mozzafiato, aria pulitissima, quasi totale assenza di macchine e incontri eno-gastronomici degli di nota. Oltretutto il percorso può essere compiuto in pochi giorni, con una fuoriuscita di euro relativamente modesta e facilmente raggiungibile dall’Italia: anche decidendo di intraprendere il viaggio da soli (come ho fatto io), state tranquilli che sulle strade di montagna incontrerete numerosi ciclisti (x lo + francesi) ben lieti di dividere con voi le fatiche della salita e cazzeggiando allegramente per la scelta di chi deve “fare la lepre”.

1 ITINERARIO
Partendo da Bastia, consiglio di seguire fino a Corte l’itinerario del “trinchellu” (ovvero il caratteristico trenino corso che permette ai turisti + pigri di godere delle stesse bellezze tra i monti senza pedalare…). Da Bastia si segue fino a Casamozza lungo il mare (niente da segnalare, se non che gli isolani corrono come matti e si curano poco di voi, indi per cui consiglio di stare per benino spiaccicati sulla destra…un po’ come sulla C.Colombo, insomma). Da Casamozza si incomincia a salire all’interno diretti verso Ponte Leccia, passando per Ponte Novu (dove i corsi vennero piegati dai francesi, dovendo rinunciare ai sogni separatisti…) attraversando il fiume Gola, per dirigersi verso Corte. Già si inizia ad attraversare le prime foreste, ricche di profumi di lecci, pini e castagni, passando tra le vallate e le gole (tra cui lo splendido parco naturale della Biguglia), costeggiando il monte San Petrone (1700 mt.). Arrivati a Corte comincia lo spettacolo: passando per il monte Rotondo (2600mt.) e il monte D’Oro (2390 mt.), si attraversa la valle del Tavignanu, per dirigersi un po’ + ad ovest verso il col di Vizzavona. Non lasciatevi ingannare dall’altezza dei monti: in realtà, seguendo le provinciali, si raggiungono al massimo i 1600 mt. s.l.m., anche se le salite (devo ammetterlo) talvolta sono proprio ripide e costringono a coprire dislivelli notevoli in pochi chilometri. Prima di lanciarsi nelle ripide discese (Deo gratias…) è bene porre un poco di attenzione: innanzitutto perché accade spesso di trovare dietro una curva gruppi di mesti mammiferi a quattro zampe (mucche…+ spesso maiali) che, per nulla turbati dal vostro passaggio, se ne stanno beatamente in mezzo a fare i propri “porci”comodi. Sulle montagne gli animali sono allevati allo stato brado, liberamente e dunque sarà facile incrociarli (il fatto dell’allevamento “libero” è il motivo per cui consiglierei ai carnivori di assaggiare i salumi corsi, scoprendo sapori inaspettati-non me ne vogliano i vega-). Da questo momento siamo nel pieno del Parco Naturale Regionale della Corsica e non dovete far altro che spostare la vostra testolina per scoprire fiumi di montagna, torrenti, cascatelle e affini; da qui inizia il tratto più impegnativo, che condurrà fino alla foresta dell’Ospedale (1000 mt.), proprio a picco sopra Porto Vecchio. Lasciando Vizzavona si pedala verso Ghisoni (passando naturalmente per l’omonima valle), Zicavo, Vicario, attraversando le gole del monte Renoso (2350 mt.) e il col de la Vaccia, tra i fiumi Prunelli e Orbo: l’incanto della foresta e dei suoi profumi (soprattutto i castagni, con la cui farina fanno delle ottime crepes) vi accompagna per tutto il viaggio fino ad arrivare a Zonza, lambendo il Col della Bavella. Seguendo l’indicazioni si arriva alla Foresta dell’Ospedale (oltre i 1000mt.): la strada per salire è molto bella, larga e ben asfaltata (a differenza delle tortuose stradine precedenti, spesso senza guard-rail…) e conduce direttamente al lago artificiale, circa 100 mt. più in basso: da qui ci sono circa 17 km di ripida discesa che conducono fino a Porto Vecchio. La cittadina sul mare e il suo porto caratteristico valgono certamente una sosta; da lì è poi possibile proseguire fino a Bonifacio, nell’estremo sud dell’isola.

2 COME ARRIVARE
Con i traghetti ci si può imbarcare dai porti di Livorno e Savona; dal primo si arriva a Bastia in 4 ore, alla modica somma di 25 euro (di cui 3,5 per la bicicletta) con la Corsica Ferries. Lo stesso percorso è coperto dalla Moby Lines, che offre inoltre la possibilità di partire da Piombino e arrivare a Bastia in 3 ore e mezzo (a Maggio, però, il servizio non era disponibile, pertanto era necessario arrivare a Livorno, sigh..). Per informazioni: Corsica Ferries (tel.019215511), www.corsicaferries.com, Moby Lines (tel. 05659361), www.mobylines.it

3 DOVE ALLOGGIARE
Per l’itinerario proposto, troverete il miglior rapporto qualità-prezzo nelle c.d Gites, Gites d’etape Randonne o Gites “rurali”: altro non sono che camere date in affitto in baite, rifugi all’interno dei parchi naturali o semplici casali dei paesini di montagna. Sono tutte pulite, i gestori sono disponibili e cordiali e in ogni località troverete tanto di cartelli che vi segnalano la loro presenza (di solito almeno 3 o 4 per ogni località che toccherete). Spesso hanno anche la possibilità di avere annesso un piccolo campeggio (sempre e rigorosamente in mezzo al verde), di modo che se trovaste tutto occupato, avendo con sé tenda e sacco a pelo, ci si può sistemare nell’area della Gite. Il prezzo oscilla tra i 10 e i 15 euro: volendo si può avere la prima colazione o un pasto ma, chiaramente, il prezzo cambia. E’ anche possibile, attraverso Internet, visualizzare tutte le Gites presenti sul percorso, in modo da non avere sgradite sorprese al vostro arrivo(un sito che vi rimanda a numerose possibilità di alloggio è: www.viaggiatorionline.com/europa/francia/corsica). Teoricamente questo tipo di alloggi è presente anche sulla costa e nelle dispendiose località di mare ma, ahimè, a Porto Vecchio è stato praticamente impossibile trovarne una (anche la graziosa signorina dell’ufficio del turismo locale scuoteva sconsolata la testa…).